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12 Cover d’artista

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12 Cover d’artista

16 Luglio 2018 Fotografia Grafica illustrazione Studio Naco23 vintage 0

12 copertine di dischi realizzate da altrettanti Artisti.

Damien Hirst — > Red Hot Chili Peppers, I’m With You (2011)

Il cantante dei Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis, ha detto: «Un’immagine. È arte. Non le diamo un significato perché è chiaramente aperta alle interpretazioni». Hirst aveva già disegnato delle copertine per gli Hours, e aveva anche diretto il video di Country Houses dei Blur, ma è stata questa copertina a dargli grande visibilità.

 

Ryan McGinley — > Sigur Ros, Með suð í eyrum við spilum endalaust, (2008)

La band islandese Sigur Ros ha usato questa immagine di McGinley anche come ispirazione per il video di Gobbledigook, la prima canzone del disco: era stata realizzata da McGinley per una sua esibizione, e la band l’ha notata mentre stava scegliendo la copertina del disco. McGinley ha anche diretto il video della canzone Varúð.

 

Salvador Dalí —> Jackie Gleason, Lonesome Echo, (1955)

Dalí era amico di Gleason, che ha descritto la copertina dicendo: «Il primo effetto è di pena, di spazio, di solitudine. In secondo luogo, la fragilità delle ali di una farfalla, che proiettano una lunga ombra da tardo pomeriggio. Questa fragilità risuona nel paesaggio come una eco. L’elemento femmineo, distante e isolato, forma un triangolo perfetto con lo strumento musicale e la sua altra eco, la conchiglia».

 

Robert Mapplethorpe —> Patti Smith, Horses, (1975)

Mapplethorpe e Smith si conobbero a New York nel 1967, quando Smith entrò per sbaglio nell’appartamento di Mapplethorpe per cercare una terza persona.

La foto non è stata ritoccata, su richiesta di Smith, ed è stata scattata con una macchina fotografica Polaroid e sfruttando la luce naturale.

 

Robert Rauschenberg —> Talking Heads, Speaking in Tongues (1983)

Il leader dei Talking Heads, David Byrne, contattò Rauschenberg dopo aver visto le sue opere alla Leo Castelli Gallery, e gli chiese di realizzare la copertina del quinto disco della sua band. Rauschenberg accettò, ma chiese di poter realizzare qualcosa di insolito: una scatola di plastica trasparente con la sua realizzazione stampata su tre collage trasparenti, uno per ogni colore primario.

L’immagine, per la quale Rauschenberg vinse un Grammy, si può vedere a intermittenza ruotando il disco

 

Banksy —> Blur, Think Thank, (2003)

Banksy solitamente sta alla larga da lavori commerciali, ma ha giustificato la copertina realizzata per i Blur dicendo che aveva bisogno di soldi.

 

Gerard Richter —> Sonic Youth, Daydream Nation, (1988)

La band scelse questo dipinto di Richter del 1983 per via del titolo, Candle7, che è anche quello di una canzone del disco.

 

Henri Fantin-Latour —> New Order, Power, Corruption and Lies, (1983)

Il quadro di Henri Fantin-Latour, pittore francese dell’Ottocento, è esposto alla National Gallery di Londra: mentre era al museo, Peter Saville, direttore artistico dei New Order, prese questa cartolina, e la sua fidanzata disse scherzando che avrebbe potuto usarla per la copertina. Saville voleva un quadro rinascimentale che mostrasse un principe, per giocare con il titolo di ispirazione machiavellica del disco, ma non aveva trovato niente. Così scelse davvero il quadro di Fantin-Latour, intuendo che sarebbe stata una buona idea.

 

Andy Warhol —> Velvet Underground, The Velvet Underground & Nico (1967)

Le prime copie vendute del disco avevano una linguetta con scritto “Tira via e guarda”, che se rimossa mostrava una banana colorata di rosa. Per produrre questa copertina speciale servì una macchina speciale, ma la MGM Records capì che qualsiasi legame con Andy Warhol avrebbe significato ottime entrate.

 

Jeff Koons —> Lady Gaga, Artpop (2013)

Lo sfondo della copertina è stato realizzato utilizzando delle parti della Venere di Botticelli. In primo piano invece c’è Lady Gaga che sembra avere appena partorito una sfera blu. In un verso di una canzone del disco, “Applause”, Lady Gaga ha citato l’artista: “One second I’m a Koons, then suddenly the Koons is me”.

 

Richard Prince —> Sonic Youth, Sonic Nurse (2004)

I quadri della serie di Prince dedicata alle infermiere sono tra i più costosi dipinti di un artista vivente venduti all’asta.

 

Fred Tomaselli —> Phish, Joy (2009)

Le opere dell’artista americano Fred Tomaselli, che spesso rappresentano soggetti psichedelici, sono state usate anche dai Magnetic Fields, dai Wilco e da Laura Cantrell.

 

 

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